Conto Termico 3.0: il punto sulle novità in arrivo

Ilaria Bresciani
Conto Termico 3.0: il punto sulle novità in arrivo

Il Conto Termico 3.0 si avvicina alla sua ufficializzazione, segnando un importante passo avanti nell'ambito dell'efficienza energetica e dell'utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica. Attualmente, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica sta ultimando il confronto con le Regioni sul testo del nuovo decreto.

Questo aggiornamento del Conto Termico, gestito dal GSE, introduce significative migliorie rispetto alla versione precedente. Pur essendo ancora in fase di definizione, le modifiche previste sono orientate a rafforzare il processo di decarbonizzazione del settore civile, in linea con le finalità del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima.

Prima dell'effettiva entrata in vigore, il nuovo decreto dovrà essere approvato dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, scatteranno 90 giorni per la sua attuazione, seguiti da ulteriori 60 giorni entro i quali il Ministero, su proposta del GSE, adotterà le regole operative. Solo allora verrà reso attivo il portale per l'invio delle domande, rendendo operativo il nuovo Conto Termico.

Beneficiari ampliati 

Rispetto al precedente Conto Termico 2.0, la nuova versione prevede un'estensione dei soggetti ammessi.

Oltre alle pubbliche amministrazioni e ai privati, saranno inclusi anche enti del terzo settore (senza fini di lucro) e nuove forme di aggregazione come le configurazioni di autoconsumo collettivo e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). I soggetti civili non residenziali, come gli edifici destinati ad attività terziarie, potranno accedere a tutte le tipologie di intervento previste.

L’inclusione delle Comunità Energetiche tra i beneficiari rappresenta una svolta cruciale: il Conto Termico 3.0, infatti, riconosce e valorizza il ruolo di questi modelli di produzione e condivisione energetica come strumenti chiave nella decarbonizzazione del settore civile.

Le CER potranno accedere agli incentivi per interventi collettivi su edifici esistenti, come l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo, sistemi di climatizzazione a pompe di calore, impianti solari termici e altre soluzioni sostenibili.

Questo consente alle comunità locali di massimizzare l’autoconsumo, ridurre i costi energetici e contribuire in modo attivo alla transizione energetica del territorio, rafforzando il principio della partecipazione dal basso.

Inoltre, l’accesso al Conto Termico 3.0 potrebbe facilitare la nascita di nuove CER e il consolidamento di quelle già attive, grazie a un quadro incentivante più stabile, chiaro e allineato agli obiettivi nazionali ed europei in materia di clima ed energia.

Interventi ammessi agli incentivi: cosa cambia con il Conto Termico 3.0

Il nuovo schema di Conto Termico 3.0 conferma e potenzia il sostegno a interventi di piccola e media scala, finalizzati all’efficientamento energetico e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. La struttura degli interventi mantiene coerenza con quanto stabilito dal Decreto Ministeriale del 16 febbraio 2016, ma introduce anche alcune importanti innovazioni.

1. Riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Sono previsti incentivi per interventi volti a migliorare l'efficienza degli edifici esistenti, comprese parti di edifici o singole unità immobiliari. Tra gli interventi ammessi rientrano:

  • l’isolamento termico delle superfici opache;
  • la sostituzione di infissi e chiusure trasparenti;
  • l’installazione di schermature solari fisse o mobili;
  • l’integrazione di sistemi di building automation per il controllo degli impianti;
  • la sostituzione di sistemi di illuminazione inefficienti;
  • la trasformazione di edifici tradizionali in “edifici a energia quasi zero” (nZEB).
2. Nuove misure per la mobilità elettrica e il fotovoltaico integrato

Tra le principali novità introdotte, vi è l’incentivazione per:

  • l’installazione di infrastrutture per la ricarica privata di veicoli elettrici (anche ad uso pubblico), a condizione che siano realizzate congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore;
  • l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, sempre in abbinamento alla sostituzione degli impianti di climatizzazione con soluzioni a pompe di calore.

Nota importante: il nuovo schema esclude dagli incentivi la sostituzione di impianti con generatori a gas a condensazione, precedentemente previsti nel Conto Termico 2.0.

3. Produzione di energia termica da fonti rinnovabili

Il decreto continua a sostenere gli interventi che mirano alla produzione di calore da fonti rinnovabili. Sono inclusi:

  • la sostituzione di impianti esistenti con pompe di calore (elettriche o a gas);
  • l’adozione di sistemi ibridi (factory made o add-on);
  • l’utilizzo di generatori a biomassa per edifici, serre e fabbricati rurali;
  • l’installazione di impianti solari termici, anche per applicazioni produttive o per reti di teleriscaldamento;
  • la sostituzione di scaldacqua elettrici con dispositivi a pompa di calore;
  • l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento alimentati da rinnovabili;
  • l’installazione di unità di microcogenerazione da fonti rinnovabili.
Incentivi e copertura finanziaria 

Il decreto introduce una revisione degli importi massimi incentivabili, adeguandoli ai nuovi costi di mercato. L'incentivo coprirà fino al 65% delle spese, con possibilità di arrivare al 100% per interventi su immobili comunali sotto i 15.000 abitanti, scuole e strutture sanitarie pubbliche.

Il fondo annuale è fissato a 900 milioni di euro, di cui 400 destinati al settore pubblico e 500 al privato. Sono previsti 20 milioni aggiuntivi per la redazione delle diagnosi energetiche da parte delle PA. Un meccanismo di controllo garantirà che, una volta esauriti i fondi, le domande vengano bloccate dopo 60 giorni.

Per importi fino a 15.000 euro, se gestiti tramite ESCO, l'incentivo sarà erogato in un'unica soluzione.

Presentazione delle domande 

Le richieste di incentivo nell’ambito del Conto Termico 3.0 potranno essere inoltrate sia in forma diretta dai beneficiari, sia con il supporto di un EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) certificato o di una ESCO (Energy Service Company), offrendo così maggiore flessibilità operativa.

Una delle novità più rilevanti introdotte dal nuovo decreto riguarda l’estensione dei tempi per la presentazione della domanda: i richiedenti avranno 90 giorni dalla conclusione dell’intervento per completare la procedura sul portale GSE (Portaltermico), rispetto ai 60 giorni previsti dal precedente Conto Termico 2.0.

Questa modifica rappresenta un passo avanti importante, poiché offre ai soggetti beneficiari un margine più ampio per raccogliere e caricare la documentazione necessaria, semplificando la fase amministrativa.

È fondamentale sottolineare che non saranno ammissibili le richieste relative a interventi avviati prima dell’entrata in vigore del Conto Termico 3.0, a tutela della trasparenza e della coerenza del nuovo quadro normativo.

Il nostro supporto

In attesa della pubblicazione ufficiale del Conto Termico 3.0, il nostro team è a disposizione di imprese e Pubbliche Amministrazioni per offrire supporto tecnico personalizzato.

Forniamo una consulenza preliminare gratuita e mirata, attivabile compilando l'apposito modulo di contatto.


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